martedì 22 aprile 2014

CAVRIAGO CITTA' APERTA



“Cuariegh l’è un gran Cuariegh”.. Chi vive nel nostro Comune anche da tantissimi anni, senza esservi nato, può sentirsi dire “tè mia un cuariaghin!!”. Succede perché i cavriaghesi si sentono in un certo senso unici, oltre che gran lavoratori, brave persone. Ed è così che ci conoscono nel resto della provincia, come gente che si è sempre distinta per la voglia di fare, a partire da questo forte di senso di squadra, di comunità. Lavorando a testa bassa e condividendo gli obiettivi, noi cuariaghin abbiamo realizzato le nostre scuole comunali dell'infanzia, il nostro cinema teatro nuovo, la nostra casa protetta, il nostro palazzetto dello sport. Tutti insieme, come furmighi, anche a partire da idee politiche e sensibilità diverse abbiamo fatto di Cavriago una comunità unica, di cui andare fieri. Si discuteva e ci si accalorava tanto ma, alla fine, era all'Albatros dove tutti insieme si andava a bere qualcosa insieme dopo i Consigli comunali, che erano seguiti da tanti cittadini.

Negli ultimi anni Cavriago è cambiata, arrivando ad assomigliare sempre più a molti, troppi altri Comuni; non siamo più così unici. I Consigli comunali non li segue più nessuno e l'astensione alle ultime elezioni politiche del 2013 ha superato il 15%. Molti cittadini non si sentono ascoltati dall'Amministrazione comunale e, sapendo di non poter incidere realmente sulle decisioni della Giunta, si allontanano dalla vita politica del paese. La partecipazione dei cittadini, che ha costituito in passato il tratto distintivo della comunità cavriaghese, si è persa, anche a causa delle ultime Amministrazioni comunali, troppo autoreferenziali e inchiodate alla certezza dell'autosufficienza elettorale.

La crisi economica sta picchiando duro anche nel nostro territorio. Molti hanno perso il lavoro o sono in cassa integrazione. La chiusura di Mariella Burani ha fatto perdere in un colpo solo duecento posti di lavoro. La crisi è come una guerra: diffonde insicurezza, solitudine e chiude i cittadini in una dimensione individuale. Per la prima volta quest'anno sono rimasti posti vuoti al nido d'infanzia. Le famiglie non hanno più i soldi per pagare le rette dei servizi e rinunciano ai servizi educativi per i bambini, cosa che un Comune con la nostra storia non può accettare.

Noi pensiamo che questo particolare quanto durissimo momento storico debba essere fronteggiato facendo prevalere la dimensione collettiva. Per riuscirci ci vogliono figure politiche che fanno del ruolo di amministratore un'occasione di impegno per il bene comune, senza alcun tornaconto personale; amministratori capaci di rimettere insieme persone con storie e sensibilità diverse, ma con obiettivi condivisi: la solidarietà, il mutualismo, il saper fare squadra.

Chi ha mortificato l'idea di politica con personalismo, arrivismo ed interesse partitico è responsabile dell'allontanamento delle persone dall'impegno politico, che non risparmia nemmeno Cavriago. Il nostro primo obiettivo è di ridare voce ai cittadini favorendo la loro partecipazione alla vita democratica del paese e facendoli contare nelle scelte del governo locale.

lunedì 21 aprile 2014

POLITICHE GIOVANILI


 

I giovani sono uno dei principali portatori di interessi e di bisogni nei confronti dell’Amministrazione comunale e per questo occorre agevolarne l’accesso ai processi di decisione pubblica. Rispetto alle strategie e all’elaborazione dei progetti riguardanti le politiche giovanili, intendiamo muoverci mettendo al centro l’idea di cittadinanza attiva intesa come impegno diretto e collettivo per il bene comune. Per far sì che questo accada intendiamo mettere a disposizione strumenti, spazi e mezzi per dare ai giovani l’opportunità di esprimere le loro competenze, conoscenze e potenzialità, permettendo loro di intervenire, influenzare e interagire come soggetto attivo nella costruzione della società.

Il punto di partenza sarà quello di chiedere ai giovani come vorrebbero il loro paese e come intendono “viverlo”. La nostra idea è di renderli partecipi nell’inventare un progetto che li veda al centro, che risponda ai loro desideri e reali bisogni: non dobbiamo vederli come dei semplici fruitori di luoghi o ancora peggio “consumatori” di servizi. Ci impegniamo a dedicare tempo e capacità alla realizzazione di un luogo comune dove i ragazzi possano mettere a frutto i propri talenti e le proprie doti e dove ci sia un confronto e una crescita reciproca.

Per perseguire questi indirizzi riteniamo necessario realizzare uno spazio autogestito (che implica un’autoregolamentazione interna e la cura dello spazio stesso) che potrebbe essere identificato nell’ex Centro Culturale in Piazza Zanti; spazio che possa divenire centro di aggregazione in cui la cultura possa circolare liberamente, in cui i giovani possano esprime i loro bisogni, le loro capacità anche organizzative, la loro creatività, in cui possano costruire percorsi, svolgere attività, avere momenti di confronto su diverse tematiche. La realizzazione di questo progetto consentirebbe anche di mantenere un presidio sociale nella piazza del paese, luogo che necessita di forte rivitalizzazione.

domenica 20 aprile 2014

POLITICHE FISCALI ED EQUITA'


In questi ultimi anni abbiamo assistito a continui e drastici tagli ai trasferimenti economici del governo nazionale nei confronti degli Enti Locali, di conseguenza i Comuni, per fare quadrare i propri bilanci, sono stati costretti ad esercitare il ruolo di gabellieri dello Stato utilizzando la leva fiscale locale (IMU, TARES, ecc.).

Riteniamo fondamentale impostare una finanza locale nel segno della giustizia sociale e della progressività sia in riferimento alle imposte locali, che alle rette/tariffe relative ai servizi, seguendo il principio rispetto al quale “chi ha di più” deve contribuire maggiormente al finanziamento dei servizi comunali. Di seguito alcuni criteri guida:

-       monitoraggio attento e costante delle situazioni economiche dei nuclei famigliari che accedono ai servizi comunali (che in questa fase di crisi subiscono repentini e inaspettati peggioramenti) finalizzato a pronte diminuzioni delle rette/tariffe;

-       verifica e eventuale rimodulazione dell’attuale regolamento e del sistema ISEE vigente con il fine di garantire equità e progressività nella partecipazione economica dell'utente in tutti i servizi;

-       maggiori controlli ISEE;

-       regolamentazione della nuova imposta TASI prevedendo specifiche detrazioni differenziate per scaglioni di reddito e per ogni figlio a carico.

Tutti questi indirizzi dovranno essere implementati dopo un approfondito confronto con le rappresentanze delle parti sociali.

sabato 19 aprile 2014

DEMOCRAZIA, PARTECIPAZIONE E TRASPARENZA


L’impianto normativo che governa il sistema istituzionale dei Comuni inferiori ai 15.000 abitanti (come Cavriago) è maggioritario e fortemente incentrato nella figura del Sindaco che gode di ampio potere. Questo, a livello generale, ha prodotto una forma di centralizzazione e distacco dalla partecipazione alla vita politica dei cittadini, aggravata dalla riduzione ai minimi della presenza dei partiti un tempo centrali rispetto alla partecipazione politica.

Pensiamo che, al fine di colmare questo gap tra “rappresentati” e “rappresentanti”, sia indispensabile sperimentare nella dimensione territoriale un nuova modalità di governo locale in grado di ridare protagonismo sociale ai cittadini. L’obiettivo di fondo che ci poniamo è quindi quello di realizzare, all’interno delle varie politiche dell’Amministrazione, un progetto organico di democrazia partecipativa in grado di mettere tutti i cittadini cavriaghesi nelle condizioni di poter partecipare alle scelte e alle decisioni pubbliche che li riguardano.

Per fare ciò proponiamo l’attivazione dei seguenti strumenti partecipativi, molti dei quali già sperimentati con successo in diversi Comuni della provincia di Reggio Emilia:

-       per i grandi investimenti del Comune dovrà esserci un coinvolgimento attivo dei cittadini attraverso l’utilizzo del referendum. Esso, oltre che consultivo (come già ora previsto nello Statuto comunale), dovrà avere anche una sua declinazione propositiva e abrogativa. In tal modo il nostro Comune avrà a disposizione lo strumento di democrazia diretta più importante per confrontarsi con i cittadini sui grandi investimenti che potranno interessare il paese;

-       commissioni consiliari permanenti e temporanee aperte ai cittadini con relazione finale in Consiglio comunale e con diritto di parola da parte dei componenti delle stesse;

-       attivazione di una Comunità di Forum (temi: ambiente, cultura, giovani, etc.) aperti a tutti i cittadini, finalizzati all’elaborazione di specifici progetti;

-       rendicontazione annuale della complessità delle attività dell’Amministrazione attraverso il Bilancio Sociale, strumento che rende maggiormente comprensibile il Bilancio comunale ai cittadini;

-       sperimentazione di forme di Bilancio Partecipativo nell’ambito delle politiche scolastiche e giovanili;

-       pubblicazione sul sito internet del Comune dei video del Consiglio Comunale.

venerdì 18 aprile 2014

PIANIFICAZIONE TERRITORIALE


Riportiamo di seguito gli obiettivi della Pianificazione Territoriale e Urbanistica definiti dalla Regione nella Legge Regionale n° 20 dell’anno 2000:

-       promuovere un ordinato sviluppo del territorio, dei sistemi urbani e del sistema produttivo;

-       assicurare che i processi di trasformazione siano compatibili con la sicurezza e la tutela dell’integrità fisica e con l’identità culturale del territorio;

-       migliorare la qualità della vita e la salubrità degli insediamenti urbani;

-       ridurre la pressione degli insediamenti sui sistemi naturali e ambientali anche attraverso opportuni interventi di riduzione e mitigazione degli impatti;

-       promuovere il miglioramento della qualità ambientale, architettonica e sociale del territorio urbano, attraverso interventi di riqualificazione del tessuto esistente;

-       prevedere il consumo di nuovo territorio solo quando non sussistono alternative derivante dalla sostituzione dei tessuti insediativi esistenti ovvero dalla loro riorganizzazione e riqualificazione.

 

Riteniamo che in questi anni tali obiettivi siano stati largamente disattesi, soprattutto in riferimento al consumo di nuovo territorio. A nostro avviso il territorio deve essere riconosciuto come bene comune, occorre un netto stop al consumo di aree vergini.

Per questo motivo proponiamo un nuovo modello di pianificazione basato sulla partecipazione dei cittadini ai processi decisionali e sulla cooperazione con gli altri Comuni della Val d’Enza. In primo luogo prevedendo nella definizione degli strumenti urbanistici una fase di ascolto e recepimento delle idee dei singoli cittadini in merito alla “Cavriago che vorrebbero”. In secondo luogo un’intensificazione della cooperazione con i Comuni limitrofi nelle scelte strategiche per il governo del territorio d’area vasta, che travalica quindi i confini amministrativi, in un’ottica di Unione dei Comuni della Val D’Enza.

Questo ultimo aspetto si prefigura come un’opportunità per uno sviluppo ordinato del territorio, che ottimizzi gli elementi strutturali, come i poli funzionali e le aree produttive sovracomunali, considerando la centralità dell’organizzazione di un sistema logistico e della mobilità efficiente, ma che offra anche qualità ambientale, sociale, dotazioni di servizi e un adeguato sistema formativo. Un territorio nuovamente competitivo a livello globale che possa rispondere alle crisi economiche, sociali ed ambientali degli ultimi anni.

 


Politiche abitative


Il Comune deve farsi promotore di politiche abitative per le fasce sociali (famiglie in condizioni di difficoltà economica e lavorativa, madri sole, padri separati, giovani coppie) che non sono nelle condizioni di permettersi un affitto a prezzo di mercato. A tal fine proponiamo di facilitare l’incrocio domanda/offerta abitativa attraverso una politica che preveda:

-       dal lato della proprietà una significativa riduzione delle imposte locali sugli immobili e la costituzione di un fondo di garanzia in merito alla copertura e al finanziamento dei depositi cauzionali (3 mensilità) e ad eventuali morosità (fino a 6 mensilità);

-       dal lato del potenziale locatario l’opportunità di pagare un affitto ad un canone convenzionato, inferiore di almeno 150-200 euro rispetto a quello di mercato.

 

Proponiamo inoltre di ridiscutere con i soggetti attuatori degli ambiti residenziali di Pratonera e Roncaglio le dotazioni territoriali relative ai “Benefici pubblici per l’edilizia residenziale convenzionata”. Gli attuali accordi prevedono che da questi due ambiti derivino complessivamente 1.598.000 euro da utilizzare come contributi pubblici per chi decide di acquistare un alloggio (sostanzialmente sono “sconti” rispetto ai prezzi di mercato). Tali accordi ad oggi non hanno però prodotto risultati significativi (sono infatti solo tre gli alloggi venduti con queste agevolazioni, rispetto agli oltre ottanta previsti). Proponiamo pertanto di modificare questo schema, basato solo sulla vendita, favorendo una politica dell’affitto a canone convenzionato per una parte di questi nuovi alloggi. Anche in questo caso si può prevedere una significativa riduzione delle imposte locali sugli immobili che rientrano in questa nuova politica abitativa.

 

Area produttiva di Corte Tegge

Il Comune si impegnerà nella trasformazione dell’area produttiva di Corte Tegge in Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata (APEA). Con il termine APEA  si definisce un nuovo modello di area produttiva i cui obiettivi strategici sono la riduzione degli impatti ambientali ed il consumo di risorse, il miglioramento delle performance economiche delle aziende insediate. Per raggiungere tali obiettivi l’area di Corte Tegge sarà caratterizzata da:

-       una gestione ambientale dell’area che ricerca un vantaggio condiviso tra imprese, Comune e popolazione locale. Sulla base di un’analisi ambientale iniziale verranno definiti obiettivi da perseguire attraverso un programma di miglioramento da monitorare e aggiornare nel tempo;

-       la presenza di infrastrutture e servizi collettivi, dimensionati e concertati con le imprese, volti a favorire da un lato il contenimento degli impatti ambientali, dall’altro la creazione di economie di scala, efficienza energetica e sinergie fra imprese.

Tra i numerosi ambiti di miglioramento possiamo citare: la produzione e fornitura di energia elettrica (Energy manager), l’approvvigionamento di acqua e gas, la gestione dei rifiuti (borsa recupero rifiuti),  la logistica e l’intermodalità, la mobilità (Mobility manager), i servizi agli addetti, servizi di gestione e formazione risorse umane, servizi bancari e assicurativi, servizi di telecomunicazione, attività commerciali e di marketing, agevolazioni per l’ottenimento di autorizzazioni ambientali e certificazioni ambientali, sicurezza dell’area (sorveglianza e piano d’emergenza d’area).

La piena conversione di Corte Tegge in APEA rappresenta una opportunità di sviluppo sostenibile poiché favorisce le sinergie tra sviluppo economico-industriale, comunità locale ed ambiente naturale.

 

Politiche per favorire l’imprenditorialità


La nuova Legge regionale  n. 15 del 2013 sull’attività edilizia, nell’ottica di favorire la ripresa economica, ha previsto misure per facilitare il riuso degli edifici produttivi e l’avvio di nuove attività. Infatti nell’art. 55 comma 5, è consentito, in deroga ai limiti dimensionali e quantitativi previsti dagli strumenti urbanistici, di frazionare senza che questo comporti il pagamento del contributo di costruzione al Comune, i fabbricati ad esercizio d’impresa in più unità immobiliari autonome. L’obiettivo che la L.R. n. 15 del 2013 ha inteso perseguire non è quello di promuovere significative trasformazioni urbanistiche, ma di favorire le imprese che intendano proseguire la loro attività in locali di più ridotte dimensioni per poter vendere o affittare parte dell’immobile non utilizzato ad altre imprese che, in tal modo, disporrebbero dei locali frazionati per esercitare la loro attività. Riteniamo che una Amministrazione locale attenta al mondo del lavoro e dell’imprenditorialità soprattutto giovanile, oltre ad un forte e deciso impegno per semplificare le pratiche burocratiche, debba  saper cogliere questa ed altre  opportunità coordinandole in un offerta complessiva che favorisca l’apertura di nuove imprese, svolgendo così un ruolo di accompagnamento alle attività iniziali dell’impresa.

 

Area relativa agli ex stabilimenti Mariella Burani


Riteniamo che la drammatica chiusura degli stabilimenti produttivi dell’azienda “Mariella Burani Fashion Group” non debba innescare alcuna richiesta di cambiamento nella destinazione urbanistica dell’area interessata.

A nostro avviso la vocazione industriale/produttiva prevista dal vigente Piano Strutturale Comunale per l’area attualmente occupata da questi stabilimenti deve rimanere tale.

Per questo motivo, al fine di scoraggiare ogni tentativo di speculazione edilizia legata ad un eventuale cambio di destinazione dell’area, ci impegnamo a non variarne in futuro l’attuale destinazione urbanistica.

 

Mobilità


Proponiamo di aumentare i collegamenti di trasporto pubblico con Reggio Emilia attraverso il prolungamento della linea urbana n. 1 (al momento questa linea arriva fino a Codemondo, si ipotizza di estenderla di circa 700 metri sino alla rotonda ex San Remo). L’attuazione di questa proposta permetterebbe collegamenti ad ogni ora con il Comune capoluogo, in particolare con la STAZIONE FF.SS. e l'OSPEDALE S. MARIA NUOVA. Inoltre garantirebbe ai residenti a Codemondo di raggiungere Cavriago con facilità, magari per accedere alla rete commerciale e di servizi locale.

 

Per quanto riguarda la mobilità interna proponiamo l’attivazione di progetti di mobilità sostenibile - BICIBUS e PEDIBUS - relativamente ai percorsi casa-scuola dei bambini e ragazzi che frequentano le scuole De Amicis e Galilei.

Proponiamo inoltre la realizzazione di una ciclopedonale che colleghi Cavriago con Corte Tegge e, di conseguenza, che si raccordi con la ciclopedonale a fianco della Via Emilia. Quest’opera pubblica garantirebbe da un lato nuove opportunità in tema di mobilità casa-lavoro per molti cavriaghesi, dall’altro la possibilità di raggiungere Reggio Emilia in bicicletta in assoluta sicurezza.

 

Piccole grandi opere

Riportiamo di seguito alcune “piccole grandi opere” che ci sono state segnalate da alcuni cittadini durante gli incontri che abbiamo svolto di recente:

-       individuazione di una nuova area per il luna park durante le fiere di marzo e settembre (spostando così le giostre dal piazzale Govi);

-       realizzazione di un bagno pubblico in prossimità del centro del paese e riattivare quelli presenti al Parco dello Sport (chiusi da molto tempo)

-       realizzazione di specifiche aree soste per i camper, anche a pagamento (parcheggi fissi da affittare anche annualmente; che costituirebbero anche entrate per le casse del Comune).

 

La cura del patrimonio esistente

Vorremmo che la prossima legislatura si caratterizzasse anche per un approccio che dia l’importanza che merita al tema della manutenzione ordinaria. Un approccio che privilegi la sobrietà, che metta al centro la cura dell’esistente (strutture e uffici comunali, edifici scolastici, palestre e impianti sportivi, strade, parchi e verde pubblico, illuminazione, ecc.) a discapito dell’orientamento che spesso caratterizza molte amministrazioni, cioè quello del “fare”, del realizzare continuamente opere pubbliche mettendo in secondo piano la “custodia” di quello che già esiste.

giovedì 17 aprile 2014

AMBIENTE


Occorre mettere in campo un progetto organico teso ad una vera e propria rivoluzione verde, in grado di interessare vari ambiti pubblici e privati che vanno dall’economia locale agli stili di vita delle persone. La divulgazione e la produzione di cultura e di educazione ambientale deve diventare azione irrinunciabile nelle attività dell’Amministrazione.

 

Rifiuti


Particolare attenzione sarà posta al tema dei rifiuti attraverso il perseguimento di tre obiettivi:

-       la loro riduzione (con particolare riferimento agli imballaggi);

-       il potenziamento della raccolta differenziata;

-       il completamento della filiera del “recupero-riciclo-riuso” del “bene rifiuto”.

 

Acqua

Esprimiamo una netta contrarietà a processi di privatizzazione di beni comuni e fondamentali come l’acqua. L’acqua è un bene da tenere fuori da ogni logica mercantile, è il bene comune per eccellenza, più importante del petrolio. Nulla può sostituire l’acqua nella vita delle persone. Si dovrà lavorare per verificare la possibilità di riportare l’acqua, non solo le reti, nella piena disponibilità pubblica.

 

Energia


Proponiamo, nell’ottica di contribuire a sviluppare e diffondere le energie rinnovabili, l’attivazione presso il Comune di uno sportello energia al servizio dei semplici cittadini, delle imprese del territorio, delle imprese di costruzione, degli artigiani, degli amministratori condominiali, degli operatori commerciali, dei professioni e delle associazioni. Lo sportello si occuperà di:

-       fornire informazioni in merito alle tecnologie ad oggi esistenti in materia di risparmio energetico e alle opportunità relative ai finanziamenti;

-       incentivare iniziative civiche come gruppi di acquisto collettivo di tecnologie e soluzioni per l'efficienza ed il risparmio energetico;

-       fornire indicazioni per contratti di fornitura di energia certificata da fonti rinnovabili;

-       diffondere buone prassi in materia di risparmio energetico e contribuire alla diffusione di una maggior sensibilità sul tema.

 

Stili di vita

Occorre promuovere i prodotti locali in un’ottica di filiera corta attraverso:

-       il potenziamento del mercato del contadino (cioè con prodotti di aziende locali);

-       attività di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza finalizzate alla creazione di Gruppi d’Acquisto Solidale (GAS).

Questo consentirebbe di ottenere molteplici effetti positivi sul territorio, quali:

-       la valorizzazione delle aziende locali esistenti e uno “stimolo” alla nascita di nuove aziende;

-       la diffusione dei concetti di “biologico” e del “mangiare sano”;

-       la creazione di nuove opportunità per le relazioni sociali mettendo al centro le persone e l’idea di un consumo critico;

-       la riduzione effettiva del trasporto su gomma di merci.

 

Aree verdi


Le aree verdi sono parti del territorio necessarie poiché contribuiscono:

-       alla regolazione del microclima attraverso la regimazione dei picchi termici estivi;

-       alla permeabilizzazione e protezione del suolo e della falda;

-       alla filtrazione e purificazione dell’aria dalle polveri e dagli inquinanti;

-       alla mitigazione dell’inquinamento acustico;

-       alla creazione di un ambiente riposante dal punto di vista psicologico;

-       alla protezione e tutela del territorio in aree degradate o sensibili (argini fiumi, scarpate, zone con pericolo di frana);

-       alla vita ricreativa e sociale.

 

Crediamo che queste aree incidano molto sulla qualità della vita per cui l’impegno sarà da un lato quello di migliorare le aree esistenti (fruibilità, aree sgambamento, arredi, giochi per bambini, percorso salute…) seguendo i consigli di chi i parchi li frequenta; dall’altro porre le basi per la creazione di una vera e propria rete ecologica a livello provinciale, fornita anche di piste ciclopedonali, che colleghi Cavriago con i Comuni limitrofi e magari anche oltre (dall’appennino al Po). Infatti è sempre più evidente che le aree urbanizzate e gli impatti che generano rappresentano una barriera allo scambio tra habitat naturali, i parchi esistenti risultano insufficienti a tutelare la biodiversità poiché isolati e limitati nell’estensione; per questi motivi è necessario collegare le aree di elevato valore naturalistico travalicando i confini comunali.

 

Sono inoltre assolutamente indispensabili nuove piantumazioni. Tra il 1950 e il 1980 sono stati abbattuti diversi alberi, con la perdita della biodiversità sia nella flora che nella fauna, e negli anni successivi fino ad oggi nessuno è riuscito a rimediare significativamente a questa perdita. Proponiamo pertanto:

-       piani e opere di piantumazione e ripiantumazione, con la creazione di boschi urbani (ad esempio riforestando le sponde del Rio di Cavriago);

-       implementazione di progetti che prevedere la posa di un albero per ogni neonato (residente a Cavriago) all’interno dei parchi pubblici;

-       la rinaturazione e difesa del territorio e dell’ecosistema pedecollinare, anche con rigidi piani di vincolo;

-       la creazione di una cintura verde intorno a Corte Tegge.

 

Amici a 4 zampe

Sono molti i cittadini cavriaghesi che possiedono degli amici a 4 zampe e che ritengono importante il benessere animale. Molte scelte, in questo senso, sono di pertinenza dell'Amministrazione comunale:

-       occorre superare l'attuale convenzione tra il Comune e l'azienda “Valle del Re” di Roncocesi, che commercializza cuccioli di animali da compagnia e che svolge per Cavriago il servizio di recupero dei cani randagi e di canile.        
L'attuale convenzione va superata perché è incoerente con un'idea di adozione dei cani nei canili e con una logica di contrasto dell'abbandono. Ci impegneremo a far sì che Cavriago scelga una struttura comunale per il servizio di recupero degli animali e della loro custodia. Il Comune di Montecchio, che dispone già di una struttura di questo tipo, potrebbe diventare il riferimento di tutta l'Unione dei Comuni;

-       occorre sostituire l'area di sgambamento per cani di via Paterlini con una più grande e meglio attrezzata. La realizzazione di una nuova area non comporterà costi per il Comune, perché essa può e deve essere data in gestione ad un'associazione cinofila (da individuare tra le tante esistenti) che organizzi iniziative di socializzazione, non solo per gli animali che la frequentano (come ad esempio iniziative di mobility dog etc), ma anche per i possessori. Questo fa sì che l'area di sgambamento, oltre che punto di ritrovo per gli amanti degli animali, diventi il fulcro di attività di educazione dei cittadini;

-       occorre sostenere progetti di formazione dei vigili urbani in materia di benessere animale, a partire dalla Legge 189/2004 fino ai più recenti decreti ministeriali;

-       occorre coinvolgere l'Istituto Comprensivo e in particolare gli alunni della scuola primaria affinché, fin da piccoli, i bambini imparino a “comunicare” e ad interagire correttamente con i cani, sia per evitare incidenti come morsi e attacchi, ma anche per avere nuove generazioni di cittadini sensibili ai temi del benessere animale. A tal fine esistono già progetti ben collaudati, come ad esempio il progetto internazionale “Diventa un albero” che insegna ai bambini e ai loro genitori come comportarsi nel caso si trovino di fronte un cane aggressivo;

-       occorre adottare un regolamento comunale sul benessere animale, a partire dall'esperienza del Comune di Reggio Emilia.

mercoledì 16 aprile 2014

WELFARE E COMUNITA'


Nell’ottica di ripensare il nostro modello di welfare locale - soprattutto in una fase di crisi economica come quella che stiamo vivendo - immaginiamo un Comune (o più Comuni nella logica distrettuale della dimensione sovracomunale) che non sia solo “erogatore di servizi”, ma anche “promotore” di nuovi spazi, collaborazioni e relazioni con tutti gli attori sociali del territorio (in particolare con le Associazioni di Volontariato) in modo da co-costruire con essi una vera e propria “rete sociale” in grado, oltre che di far fronte ai vecchi bisogni, anche di anticiparne i nuovi programmando risposte e progetti complessi che non abbiano solamente natura emergenziale.

Un welfare di comunità, la cui filosofia sinergica e inclusiva di tutti i soggetti del terzo settore intende trasformare il ruolo dell’utente da soggetto passivo a co-costruttore dei propri servizi.

 


Anziani e servizi socio-assistenziali


All’interno di questa logica - allargare la “rete sociale” anche in un’ottica distrettuale, promuovere nuove collaborazioni con tutti i soggetti del terzo settore, mantenere la gestione diretta dei servizi residenziali, semiresidenziali e domiciliari per gli anziani - riteniamo che occorra investire maggiormente nell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona Carlo Sartori. Siamo contrari al conferimento dei servizi socio-assistenziali comunali (casa protetta, centro diurno e assistenza domiciliare) all'Azienda speciale CavriagoServizi. Riteniamo infatti che gli stessi debbano essere conferiti all'Asp Carlo Sartori, l'ente pubblico che gestisce già la maggior parte dei servizi socio-assitenziali nella Val d'Enza. L’attuazione di questo indirizzo permetterebbe di perseguire quattro obiettivi:

-       mantenere pubblici i servizi socio-assistenziali;

-       mantenere e potenziare la qualità dei servizi (efficacia);

-       creare economie di scala nella gestione dei servizi e utilizzare gli specifici finanziamenti che la Regione Emilia Romagna mette a disposizione delle Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona (efficienza);

-       assumere personale (stabilità, continuità).

 

Diversamente abili

Progetti e attività:

-       continuità e potenziamento - nell’ottica del perseguimento della piena cittadinanza sociale e della completa tutela dei diritti delle persone diversamente abili - di tutte le attività/progetti attivati in questi anni che hanno fatto di Cavriago un Comune innovatore e pionieristico, soprattutto grazie all’enorme lavoro che in questo senso svolgono le associazioni di volontariato (in particolare “La Rondine”), rispetto al tema delle diverse abilità;

-       diritto alla casa: occorre accentuare con forza politiche abitative estensive degli standards di agibilità e fruibilità. La casa è il luogo di trasformazione biologica dell’individuo, pertanto vanno imposti, anche nei regolamenti comunali, vincoli progettuali, antropometrici ed ergonomici, in grado di accogliere possibili disabilità, anche con l’obiettivo di ridurre nel tempo la destinazione di notevoli risorse finanziarie per eliminare la barriere architettoniche;

-       valutare, in collaborazione con l’associazione “La Rondine”, l’ampliamento dell’attività del chiosco posto nel parco del Multiplo. (Siamo favorevoli ad un ampliamento del progetto che preveda un’apertura anche nei mesi invernali con l'utilizzo di uno spazio all’interno del Centro culturale). I progetti che perseguono l'autonomia del cittadino diversamente abile diventano veramente efficaci solamente se duraturi nel tempo.

 

Migranti

Progetti e attività:

-       potenziamento dei servizi già attivi a livello distrettuale e a livello comunale (mediazione sociale e culturale, ecc.);

-       Corsi di alfabetizzazione: a questo proposito occorre ampliare il nostro raggio d'azione e instaurare una collaborazione con la rete degli istituti di secondo grado di Reggio Emilia che ogni anno organizzano corsi di italiano L2 grazie alla Fondazione Manodori. È indispensabile anticipare questi corsi affinché diminuiscano le percentuali di abbandono scolastico, che colpiscono in maggior parte i giovani stranieri.

-       Vanno promosse nuove attività culturali e iniziative sociali, di aggregazione e inclusione, finalizzate al coinvolgimento attivo dei cittadini migranti, in particolare delle donne.

 

Associazionismo


Progetti e attività:

-       al fine di contribuire al coordinamento delle attività gestite dall’enorme capitale sociale espresso dal mondo del volontariato locale riteniamo indispensabile costituire una Consulta delle Associazioni di Volontariato;

-       con l’obiettivo di sviluppare nuove forme di solidarietà civica e costruire nuove opportunità per la nostra comunità proponiamo di istituire, in collaborazione con le Associazioni, una banca del tempo e di mutuo aiuto con l’obiettivo di implementare la valorizzazione delle molteplici competenze e risorse presenti nella nostra comunità;

-       valutare l’opportunità di attribuire nuovi spazi comunali per alcune Associazioni che al momento svolgono le proprie attività in sedi non del tutto funzionali;

-       favorire l’organizzazione di iniziative sociali e feste collettive dell’associazionismo locale;

-       sostenere le Associazioni nella ricerca di nuovi volontari.

 

Indagine, programmazione e valutazione


Progetti e attività:

-       attivazione di una permanente “indagine sociale” sul territorio, attraverso la creazione di specifici “tavoli sociali” (nei quali coinvolgere altri soggetti pubblici e privati, associazioni del volontariato, parrocchia e singoli cittadini), finalizzata all’analisi attenta e costante dei vecchi bisogni e all’emersione delle nuove criticità sociali e delle nuove povertà;

-       valutazioni partecipate dei servizi erogati ad opera degli utenti, attraverso le competenze interne dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico.