martedì 22 aprile 2014

CAVRIAGO CITTA' APERTA



“Cuariegh l’è un gran Cuariegh”.. Chi vive nel nostro Comune anche da tantissimi anni, senza esservi nato, può sentirsi dire “tè mia un cuariaghin!!”. Succede perché i cavriaghesi si sentono in un certo senso unici, oltre che gran lavoratori, brave persone. Ed è così che ci conoscono nel resto della provincia, come gente che si è sempre distinta per la voglia di fare, a partire da questo forte di senso di squadra, di comunità. Lavorando a testa bassa e condividendo gli obiettivi, noi cuariaghin abbiamo realizzato le nostre scuole comunali dell'infanzia, il nostro cinema teatro nuovo, la nostra casa protetta, il nostro palazzetto dello sport. Tutti insieme, come furmighi, anche a partire da idee politiche e sensibilità diverse abbiamo fatto di Cavriago una comunità unica, di cui andare fieri. Si discuteva e ci si accalorava tanto ma, alla fine, era all'Albatros dove tutti insieme si andava a bere qualcosa insieme dopo i Consigli comunali, che erano seguiti da tanti cittadini.

Negli ultimi anni Cavriago è cambiata, arrivando ad assomigliare sempre più a molti, troppi altri Comuni; non siamo più così unici. I Consigli comunali non li segue più nessuno e l'astensione alle ultime elezioni politiche del 2013 ha superato il 15%. Molti cittadini non si sentono ascoltati dall'Amministrazione comunale e, sapendo di non poter incidere realmente sulle decisioni della Giunta, si allontanano dalla vita politica del paese. La partecipazione dei cittadini, che ha costituito in passato il tratto distintivo della comunità cavriaghese, si è persa, anche a causa delle ultime Amministrazioni comunali, troppo autoreferenziali e inchiodate alla certezza dell'autosufficienza elettorale.

La crisi economica sta picchiando duro anche nel nostro territorio. Molti hanno perso il lavoro o sono in cassa integrazione. La chiusura di Mariella Burani ha fatto perdere in un colpo solo duecento posti di lavoro. La crisi è come una guerra: diffonde insicurezza, solitudine e chiude i cittadini in una dimensione individuale. Per la prima volta quest'anno sono rimasti posti vuoti al nido d'infanzia. Le famiglie non hanno più i soldi per pagare le rette dei servizi e rinunciano ai servizi educativi per i bambini, cosa che un Comune con la nostra storia non può accettare.

Noi pensiamo che questo particolare quanto durissimo momento storico debba essere fronteggiato facendo prevalere la dimensione collettiva. Per riuscirci ci vogliono figure politiche che fanno del ruolo di amministratore un'occasione di impegno per il bene comune, senza alcun tornaconto personale; amministratori capaci di rimettere insieme persone con storie e sensibilità diverse, ma con obiettivi condivisi: la solidarietà, il mutualismo, il saper fare squadra.

Chi ha mortificato l'idea di politica con personalismo, arrivismo ed interesse partitico è responsabile dell'allontanamento delle persone dall'impegno politico, che non risparmia nemmeno Cavriago. Il nostro primo obiettivo è di ridare voce ai cittadini favorendo la loro partecipazione alla vita democratica del paese e facendoli contare nelle scelte del governo locale.

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