“Cuariegh l’è un gran Cuariegh”.. Chi
vive nel nostro Comune anche da tantissimi anni, senza esservi nato, può
sentirsi dire “tè mia un cuariaghin!!”. Succede perché i cavriaghesi si sentono
in un certo senso unici, oltre che gran lavoratori, brave persone. Ed è così
che ci conoscono nel resto della provincia, come gente che si è sempre distinta
per la voglia di fare, a partire da questo forte di senso di squadra, di
comunità. Lavorando a testa bassa e condividendo gli obiettivi, noi cuariaghin
abbiamo realizzato le nostre scuole comunali dell'infanzia, il nostro cinema
teatro nuovo, la nostra casa protetta, il nostro palazzetto dello sport. Tutti
insieme, come furmighi, anche a partire da idee politiche e sensibilità diverse
abbiamo fatto di Cavriago una comunità unica, di cui andare fieri. Si discuteva
e ci si accalorava tanto ma, alla fine, era all'Albatros dove tutti insieme si
andava a bere qualcosa insieme dopo i Consigli comunali, che erano seguiti da
tanti cittadini.
Negli ultimi anni Cavriago è cambiata,
arrivando ad assomigliare sempre più a molti, troppi altri Comuni; non siamo
più così unici. I Consigli comunali non li segue più nessuno e l'astensione
alle ultime elezioni politiche del 2013 ha superato il 15%. Molti cittadini non
si sentono ascoltati dall'Amministrazione comunale e, sapendo di non poter
incidere realmente sulle decisioni della Giunta, si allontanano dalla vita
politica del paese. La partecipazione dei cittadini, che ha costituito in
passato il tratto distintivo della comunità cavriaghese, si è persa, anche a
causa delle ultime Amministrazioni comunali, troppo autoreferenziali e
inchiodate alla certezza dell'autosufficienza elettorale.
La crisi economica sta picchiando duro
anche nel nostro territorio. Molti hanno perso il lavoro o sono in cassa
integrazione. La chiusura di Mariella Burani ha fatto perdere in un colpo solo
duecento posti di lavoro. La crisi è come una guerra: diffonde insicurezza,
solitudine e chiude i cittadini in una dimensione individuale. Per la prima
volta quest'anno sono rimasti posti vuoti al nido d'infanzia. Le famiglie non
hanno più i soldi per pagare le rette dei servizi e rinunciano ai servizi
educativi per i bambini, cosa che un Comune con la nostra storia non può
accettare.
Noi pensiamo che questo particolare
quanto durissimo momento storico debba essere fronteggiato facendo prevalere la
dimensione collettiva. Per riuscirci ci vogliono figure politiche che fanno del
ruolo di amministratore un'occasione di impegno per il bene comune, senza alcun
tornaconto personale; amministratori capaci di rimettere insieme persone con
storie e sensibilità diverse, ma con obiettivi condivisi: la solidarietà, il
mutualismo, il saper fare squadra.
Chi ha mortificato l'idea di politica
con personalismo, arrivismo ed interesse partitico è responsabile
dell'allontanamento delle persone dall'impegno politico, che non risparmia
nemmeno Cavriago. Il nostro primo obiettivo è di ridare voce ai cittadini
favorendo la loro partecipazione alla vita democratica del paese e facendoli
contare nelle scelte del governo locale.
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