In questi ultimi anni abbiamo assistito a continui e drastici
tagli ai trasferimenti economici del governo nazionale nei confronti degli Enti
Locali, di conseguenza i Comuni, per fare quadrare i propri bilanci, sono stati
costretti ad esercitare il ruolo di gabellieri dello Stato utilizzando la leva
fiscale locale (IMU, TARES, ecc.).
Riteniamo fondamentale impostare una finanza locale nel segno
della giustizia sociale e della progressività sia in riferimento
alle imposte locali, che alle rette/tariffe relative ai servizi, seguendo il
principio rispetto al quale “chi ha di più” deve contribuire maggiormente al
finanziamento dei servizi comunali. Di seguito alcuni criteri guida:
- monitoraggio attento e costante delle situazioni economiche dei
nuclei famigliari che accedono ai servizi comunali (che in questa fase di crisi
subiscono repentini e inaspettati peggioramenti) finalizzato a pronte
diminuzioni delle rette/tariffe;
- verifica e eventuale rimodulazione dell’attuale regolamento e del
sistema ISEE vigente con il fine di garantire equità e progressività nella
partecipazione economica dell'utente in tutti i servizi;
- maggiori controlli ISEE;
- regolamentazione della nuova imposta TASI prevedendo specifiche
detrazioni differenziate per scaglioni di reddito e per ogni figlio a carico.
Tutti questi indirizzi
dovranno essere implementati dopo un approfondito confronto con le
rappresentanze delle parti sociali.
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