mercoledì 16 aprile 2014

WELFARE E COMUNITA'


Nell’ottica di ripensare il nostro modello di welfare locale - soprattutto in una fase di crisi economica come quella che stiamo vivendo - immaginiamo un Comune (o più Comuni nella logica distrettuale della dimensione sovracomunale) che non sia solo “erogatore di servizi”, ma anche “promotore” di nuovi spazi, collaborazioni e relazioni con tutti gli attori sociali del territorio (in particolare con le Associazioni di Volontariato) in modo da co-costruire con essi una vera e propria “rete sociale” in grado, oltre che di far fronte ai vecchi bisogni, anche di anticiparne i nuovi programmando risposte e progetti complessi che non abbiano solamente natura emergenziale.

Un welfare di comunità, la cui filosofia sinergica e inclusiva di tutti i soggetti del terzo settore intende trasformare il ruolo dell’utente da soggetto passivo a co-costruttore dei propri servizi.

 


Anziani e servizi socio-assistenziali


All’interno di questa logica - allargare la “rete sociale” anche in un’ottica distrettuale, promuovere nuove collaborazioni con tutti i soggetti del terzo settore, mantenere la gestione diretta dei servizi residenziali, semiresidenziali e domiciliari per gli anziani - riteniamo che occorra investire maggiormente nell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona Carlo Sartori. Siamo contrari al conferimento dei servizi socio-assistenziali comunali (casa protetta, centro diurno e assistenza domiciliare) all'Azienda speciale CavriagoServizi. Riteniamo infatti che gli stessi debbano essere conferiti all'Asp Carlo Sartori, l'ente pubblico che gestisce già la maggior parte dei servizi socio-assitenziali nella Val d'Enza. L’attuazione di questo indirizzo permetterebbe di perseguire quattro obiettivi:

-       mantenere pubblici i servizi socio-assistenziali;

-       mantenere e potenziare la qualità dei servizi (efficacia);

-       creare economie di scala nella gestione dei servizi e utilizzare gli specifici finanziamenti che la Regione Emilia Romagna mette a disposizione delle Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona (efficienza);

-       assumere personale (stabilità, continuità).

 

Diversamente abili

Progetti e attività:

-       continuità e potenziamento - nell’ottica del perseguimento della piena cittadinanza sociale e della completa tutela dei diritti delle persone diversamente abili - di tutte le attività/progetti attivati in questi anni che hanno fatto di Cavriago un Comune innovatore e pionieristico, soprattutto grazie all’enorme lavoro che in questo senso svolgono le associazioni di volontariato (in particolare “La Rondine”), rispetto al tema delle diverse abilità;

-       diritto alla casa: occorre accentuare con forza politiche abitative estensive degli standards di agibilità e fruibilità. La casa è il luogo di trasformazione biologica dell’individuo, pertanto vanno imposti, anche nei regolamenti comunali, vincoli progettuali, antropometrici ed ergonomici, in grado di accogliere possibili disabilità, anche con l’obiettivo di ridurre nel tempo la destinazione di notevoli risorse finanziarie per eliminare la barriere architettoniche;

-       valutare, in collaborazione con l’associazione “La Rondine”, l’ampliamento dell’attività del chiosco posto nel parco del Multiplo. (Siamo favorevoli ad un ampliamento del progetto che preveda un’apertura anche nei mesi invernali con l'utilizzo di uno spazio all’interno del Centro culturale). I progetti che perseguono l'autonomia del cittadino diversamente abile diventano veramente efficaci solamente se duraturi nel tempo.

 

Migranti

Progetti e attività:

-       potenziamento dei servizi già attivi a livello distrettuale e a livello comunale (mediazione sociale e culturale, ecc.);

-       Corsi di alfabetizzazione: a questo proposito occorre ampliare il nostro raggio d'azione e instaurare una collaborazione con la rete degli istituti di secondo grado di Reggio Emilia che ogni anno organizzano corsi di italiano L2 grazie alla Fondazione Manodori. È indispensabile anticipare questi corsi affinché diminuiscano le percentuali di abbandono scolastico, che colpiscono in maggior parte i giovani stranieri.

-       Vanno promosse nuove attività culturali e iniziative sociali, di aggregazione e inclusione, finalizzate al coinvolgimento attivo dei cittadini migranti, in particolare delle donne.

 

Associazionismo


Progetti e attività:

-       al fine di contribuire al coordinamento delle attività gestite dall’enorme capitale sociale espresso dal mondo del volontariato locale riteniamo indispensabile costituire una Consulta delle Associazioni di Volontariato;

-       con l’obiettivo di sviluppare nuove forme di solidarietà civica e costruire nuove opportunità per la nostra comunità proponiamo di istituire, in collaborazione con le Associazioni, una banca del tempo e di mutuo aiuto con l’obiettivo di implementare la valorizzazione delle molteplici competenze e risorse presenti nella nostra comunità;

-       valutare l’opportunità di attribuire nuovi spazi comunali per alcune Associazioni che al momento svolgono le proprie attività in sedi non del tutto funzionali;

-       favorire l’organizzazione di iniziative sociali e feste collettive dell’associazionismo locale;

-       sostenere le Associazioni nella ricerca di nuovi volontari.

 

Indagine, programmazione e valutazione


Progetti e attività:

-       attivazione di una permanente “indagine sociale” sul territorio, attraverso la creazione di specifici “tavoli sociali” (nei quali coinvolgere altri soggetti pubblici e privati, associazioni del volontariato, parrocchia e singoli cittadini), finalizzata all’analisi attenta e costante dei vecchi bisogni e all’emersione delle nuove criticità sociali e delle nuove povertà;

-       valutazioni partecipate dei servizi erogati ad opera degli utenti, attraverso le competenze interne dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico.

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