Nell’ottica di ripensare il nostro modello di welfare
locale - soprattutto in una fase di crisi economica come quella che stiamo
vivendo - immaginiamo un Comune (o più Comuni nella logica distrettuale della
dimensione sovracomunale) che non sia solo “erogatore di servizi”, ma anche
“promotore” di nuovi spazi, collaborazioni e relazioni con tutti gli attori
sociali del territorio (in particolare con le Associazioni di Volontariato) in
modo da co-costruire con essi una vera e propria “rete sociale” in grado, oltre
che di far fronte ai vecchi bisogni, anche di anticiparne i nuovi programmando
risposte e progetti complessi che non abbiano solamente natura emergenziale.
Un welfare di comunità,
la cui filosofia sinergica e inclusiva di tutti i soggetti del terzo settore
intende trasformare il ruolo dell’utente da soggetto passivo a co-costruttore
dei propri servizi.
Anziani e servizi socio-assistenziali
All’interno di questa
logica - allargare la “rete sociale” anche in un’ottica distrettuale,
promuovere nuove collaborazioni con tutti i soggetti del terzo settore,
mantenere la gestione diretta dei servizi residenziali, semiresidenziali e
domiciliari per gli anziani - riteniamo che occorra investire maggiormente nell’Azienda
Pubblica di Servizi alla Persona Carlo Sartori. Siamo contrari al
conferimento dei servizi socio-assistenziali comunali (casa protetta, centro
diurno e assistenza domiciliare) all'Azienda speciale CavriagoServizi.
Riteniamo infatti che gli stessi debbano essere conferiti all'Asp Carlo
Sartori, l'ente pubblico che gestisce già la maggior parte dei servizi
socio-assitenziali nella Val d'Enza. L’attuazione di questo indirizzo
permetterebbe di perseguire quattro obiettivi:
-
mantenere
pubblici i servizi socio-assistenziali;
-
mantenere
e potenziare la qualità dei servizi (efficacia);
-
creare
economie di scala nella gestione dei servizi e utilizzare gli specifici
finanziamenti che la Regione Emilia Romagna mette a disposizione delle Aziende
Pubbliche di Servizi alla Persona (efficienza);
-
assumere
personale (stabilità, continuità).
Diversamente
abili
Progetti
e attività:
-
continuità
e potenziamento - nell’ottica del perseguimento della piena cittadinanza
sociale e della completa tutela dei diritti delle persone diversamente abili -
di tutte le attività/progetti attivati in questi anni che hanno fatto di
Cavriago un Comune innovatore e pionieristico, soprattutto grazie all’enorme
lavoro che in questo senso svolgono le associazioni di volontariato (in particolare
“La Rondine”), rispetto al tema delle diverse abilità;
-
diritto
alla casa: occorre accentuare con forza politiche abitative estensive degli
standards di agibilità e fruibilità. La casa è il luogo di trasformazione
biologica dell’individuo, pertanto vanno imposti, anche nei regolamenti
comunali, vincoli progettuali, antropometrici ed ergonomici, in grado di
accogliere possibili disabilità, anche con l’obiettivo di ridurre nel tempo la
destinazione di notevoli risorse finanziarie per eliminare la barriere architettoniche;
- valutare, in collaborazione con
l’associazione “La Rondine”, l’ampliamento dell’attività del chiosco posto nel
parco del Multiplo. (Siamo favorevoli ad un ampliamento del progetto che
preveda un’apertura anche nei mesi invernali con l'utilizzo di uno spazio
all’interno del Centro culturale). I progetti che perseguono l'autonomia del
cittadino diversamente abile diventano veramente efficaci solamente se duraturi
nel tempo.
Migranti
Progetti
e attività:
-
potenziamento
dei servizi già attivi a livello distrettuale e a livello comunale (mediazione
sociale e culturale, ecc.);
-
Corsi
di alfabetizzazione: a questo proposito occorre ampliare il nostro raggio
d'azione e instaurare una collaborazione con la rete degli istituti di secondo
grado di Reggio Emilia che ogni anno organizzano corsi di italiano L2 grazie
alla Fondazione Manodori. È indispensabile anticipare questi corsi affinché
diminuiscano le percentuali di abbandono scolastico, che colpiscono in maggior
parte i giovani stranieri.
-
Vanno
promosse nuove attività culturali e iniziative sociali, di aggregazione e
inclusione, finalizzate al coinvolgimento attivo dei cittadini migranti, in
particolare delle donne.
Associazionismo
Progetti e attività:
-
al fine di contribuire al
coordinamento delle attività gestite dall’enorme capitale sociale espresso dal
mondo del volontariato locale riteniamo indispensabile costituire una Consulta
delle Associazioni di Volontariato;
-
con l’obiettivo di
sviluppare nuove forme di solidarietà civica e costruire nuove opportunità per
la nostra comunità proponiamo di istituire, in collaborazione con le
Associazioni, una banca del tempo e di mutuo aiuto con l’obiettivo di
implementare la valorizzazione delle molteplici competenze e risorse presenti
nella nostra comunità;
- valutare
l’opportunità di attribuire nuovi spazi comunali per alcune Associazioni
che al momento svolgono le proprie attività in sedi non del tutto funzionali;
- favorire l’organizzazione di iniziative
sociali e feste collettive dell’associazionismo locale;
- sostenere le Associazioni nella
ricerca di nuovi volontari.
Indagine, programmazione e
valutazione
Progetti e attività:
-
attivazione
di una permanente “indagine sociale” sul territorio, attraverso la creazione di
specifici “tavoli sociali” (nei quali coinvolgere altri soggetti pubblici e
privati, associazioni del volontariato, parrocchia e singoli cittadini),
finalizzata all’analisi attenta e costante dei vecchi bisogni e all’emersione
delle nuove criticità sociali e delle nuove povertà;
- valutazioni partecipate dei servizi
erogati ad opera degli utenti, attraverso le competenze interne dell’Ufficio
Relazioni con il Pubblico.
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