lunedì 14 aprile 2014

CULTURA


La storia di Cavriago è, da sempre, una storia fatta di vivacità culturale e politica, figlia di una lunga tradizione che affonda le proprie radici nella “narrazione” storica prodotta dal movimento operaio e della sinistra nel secolo scorso.

Il nostro è un paese che ha conosciuto un dibattito politico e culturale con pochi riscontri in ambito provinciale e che ha contribuito in modo determinante alla formazione di una comunità coesa e capace di guardare sempre oltre il presente, sfidando il futuro con intelligenza, coraggio, immaginazione e capacità d'innovazione.

È nei territori, nei Comuni, che si gioca una partita determinante per il futuro; proprio a livello culturale è necessario mettere in campo politiche che mettano al centro la ritessitura organica del locale, permettendo alle persone di stare di più insieme creando una rete di relazioni trasversali virtuose e solidali all'interno delle quali sperimentare forme pratiche di rafforzamento culturale e democratico.

Riteniamo pertanto fondamentale investire in cultura, in iniziative in grado di coinvolgere e di fare discutere, in eventi, in laboratori, in progetti e in attività che affondino le radici nella migliore tradizione del nostro Comune e che seguano un percorso definito, un disegno culturale preciso che riteniamo prioritario costruire e promuovere insieme ai cittadini e agli operatori del settore.

 

Cultura come fattore di sviluppo economico


Pensiamo alla promozione di iniziative e attività culturali come ad un indispensabile fattore di sviluppo della coesione sociale, un antidoto necessario alle tendenze di frammentazione sociale in atto, nonché come fattore di sviluppo economico.

I successi in campo nazionale dei vari Festival della letteratura, della fotografia e della filosofia sono testimonianze di un forte interesse e di una crescente partecipazione a simili iniziative, in modo particolare dei giovani. Vi è qui la traccia, il segno, di un bisogno di confronto e di sapere che rifiuta gli standard di offerta culturale conformista, figlia del pensiero unico, asservita ai poteri forti ed al pensiero unico dominante. È a queste esperienze che noi guardiamo con interesse, immaginando la possibilità per Cavriago - e la Val d’Enza - di farsi promotore di un’iniziativa in grado di ritagliarsi un proprio ruolo specifico da protagonista, che sappia andare oltre i confini comunali. Occorre una politica culturale basata anche sugli eventi, non solo sui servizi.

 

Istituzioni culturali


Rispetto al Multiplo pensiamo che occorra dare una forte continuità alle iniziative e alle attività svolte in questi primi tre anni di vita. Crediamo che l’importante investimento compiuto ci ponga davanti ad una sfida importante che ci obbliga a pensare, immaginare e mettere in campo nuove proposte - anche gestionali - con caratteristiche tali da fare assumere a questa struttura una dimensione sempre più sovracomunale. Nel corso del 2013 gli utenti attivi del Multiplo sono stati 5.367, di questi 2.971 non sono residenti a Cavriago (circa il 55%). Da questo dato emerge la necessità di valutare con altri Enti Locali (in particolare con gli altri Comuni della Val d’Enza e la Provincia di Reggio Emilia) l’opportunità di gestire il Centro culturale attraverso una forma sovracomunale pubblica. Tale valutazione dovrebbe considerare anche il tema del reperimento di nuove risorse economiche necessarie alla promozione e all’implementazione delle attività culturali, al fine di mantenere l’attuale quantità di servizi offerti.

Il Multiplo è una struttura ricca di potenzialità per la comunità cavriaghese, ma a causa della limitatezza di fondi a sua disposizione, potrebbe avere in prospettiva alcune difficoltà a mantenere ed a modellare la propria offerta culturale in termini di varietà. È possibile agire su questa potenziale criticità rendendo disponibile il Multiplo come sede di tirocinio universitario per le Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e di Parma. Sarebbero interessate direttamente da questa proposta le facoltà di Scienze della Comunicazione, Lingue e Culture Europee, Scienze dell’Educazione e Scienze della Formazione Primaria, Scienze della Cultura (Storia e Filosofia), Servizio Sociale, Beni Culturali e dello Spettacolo, Lettere e Giornalismo;  ma anche molti altri corsi potrebbero essere coinvolti.

Questo progetto non è solamente semplice e gratuito, ma arricchirebbe la proposta culturale della struttura grazie alle conoscenze ed alle abilità degli studenti, direttamente spendibili in iniziative singole, brevi progetti, proposte organizzative. Questo tipo di interazione è positiva per tutti gli attori che vi prendono parte: gli utenti potrebbero beneficiare di una proposta culturale più varia e approfondita; il personale avrebbe la possibilità di confrontarsi con idee diverse e magari innovative, riproponibili anche a tirocinio terminato; ed agli studenti sarebbe offerta una possibilità di formazione unica, spendibile nei molteplici campi di cui il Multiplo si occupa.

L’inserimento di tirocinanti universitari all’interno del Multiplo andrebbe inoltre a coinvolgere un target di età che la struttura fatica ad intercettare: quello dei ragazzi dai 18 ai 25 anni. Il contributo di studenti universitari, in questo contesto, non potrebbe che favorire la partecipazione giovanile ridefinendo la proposta culturale del Multiplo  in termini inclusivi nei confronti dei giovani.

 

Rispetto al Cinema Teatro Novecento pensiamo che occorra fare un ragionamento sull’attuale proposta culturale e sulla relativa forma gestionale. Nei prossimi anni scadrà la convenzione con la cooperativa che attualmente gestisce questa struttura pertanto, all’interno del ragionamento specificato sopra (cultura come fattore di sviluppo economico, nuovi eventi, ecc.), occorrerà fare una valutazione per capire se questo spazio comunale possa rientrare all’interno di una politica organica che preveda una nuova offerta culturale rispetto all’attuale.

 

Cultura del territorio


In questo tempo caratterizzato dalla velocità del digitale, dall’iperconsumo di prodotti culturali preconfezionati e da repentine rimozioni storiche e sociali, riteniamo di fondamentale importanza attivare un progetto di cultura del territorio, la Settimana della cultura cavriaghese: un insieme di attività e progetti da organizzare annualmente in collaborazione con le scuole, le Associazioni e i singoli cittadini interessati al fine di scoprire e ricordare i nostri usi, le nostre tradizioni, il dialetto e la storia locale.


Recupero dell’antica ghiacciaia


L’antica ghiacciaia è una grande sala seminterrata - dalla forma simile ad un uovo, con una bella cupola - che serviva come frigorifero prima dell’invenzione della corrente elettrica e dei successivi motori per la produzione del freddo e del ghiaccio (fine ‘800, inizio ‘900) situata sul sagrato della chiesa di S. Terenziano. Un tempo dovendo servire per la conservazione degli alimenti nei mesi caldi, da un inverno all’altro, era necessario stivare strati di lastre di ghiaccio intervallati a paglia, perché non diventasse un unico blocco; il tutto serviva come una “batteria fredda” di questo enorme “uovo”. La costruzione di una cupola è rara, a parte quelle delle due chiese non ce ne sono altre a Cavriago. Enorme perché? Da un sopraluogo effettuato ecco le misure: il diametro è di metri 8,8 e l’altezza è di circa una decina di metri. È quindi grande come una casa di tre piani. La temperatura è di undici gradi centigradi  misurati a marzo, senza la presenza del ghiaccio al suo interno. La chiamiamo “feudale”, perché così viene definita nel settecento dai precedenti proprietari i Marchesi Calori di Formigine di Modena, in alcuni manoscritti dell’archivio parrocchiale di S. Terenziano. L’esatta data di edificazione ancora non è certa, ma dalle carte e dai manufatti edilizi, la maglia muraria che alterna sasso sbozzato a mattoni, ci permette di affermare che è una costruzione precedente alla rivoluzione industriale. La localizzazione di prestigio, nella collinetta tra la canonica di S. Terenziano e il parco di quella che fu la villa dei Marchesi, con in mezzo il canale ducale voluto ai Borso d’Este di Ferrara, ne fanno un unicum, almeno per la Val d’Enza.

Nel 2015 a Milano ci sarà l’expo dedicato all’ agro-alimentare e le nostre rare ghiacciaie  nate per la conservazione delle derrate alimentari potrebbero ritornare preziose per esporre al fresco durante le fiere, le sagre (ecc.) i nostri prodotti tipici locali: i lambruschi, il parmigiano reggiano delle vacche rosse, i latticini, i salumi e il prosciutto. Ci impegnamo pertanto a recuperare questo spazio in collaborazione con la parrocchia, Associazioni e i singoli cittadini interessati a questo progetto

 

Settantennale della Liberazione dal nazifascismo


Nel prossimo anno - 2015 - ci sarà il settantennale della Liberazione dal nazifascismo. A questo proposito riteniamo importante attivare immediatamente (dopo l’estate 2014) un percorso che coinvolga l’intera comunità (scuole Elementari e Medie, ANPI, Multiplo, Associazioni e singoli cittadini interessati) finalizzato ad organizzare eventi ed iniziative per ricordare e attualizzare questo importantissimo anniversario.

 

Paese Nostro


La rivista Paese Nostro da molti anni si è caratterizzata come un mero bollettino dell’Amministrazione comunale. Questo ruolo viene svolto in modo acritico senza nemmeno verificare se tutte le promesse illustrate nelle sue pagine vengono poi realizzate.

È tempo che Paese Nostro  torni ad avere una propria redazione autonoma e indipendente che, oltre ad una corretta informazione dell'attività dell'Amministrazione, sia capace di ospitare le voci dei lettori. Crediamo inoltre che la redazione debba essere composta, in particolare, da esponenti del mondo associativo e culturale del paese, ma anche da studenti iscritti alle facoltà di Scienze della Comunicazione, Lettere e Giornalismo (questi ultimi potrebbero così fare una prima concreta esperienza in riferimento ad un’eventuale prospettiva professionale nel campo dei media).

Solo in questo modo avrebbe senso continuare ad investire i circa 30.000 euro annui, costo attuale, che forse si potrebbero anche diminuire con una redazione su base volontaria.

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