La storia di Cavriago è, da sempre, una storia fatta di vivacità
culturale e politica, figlia di una lunga tradizione che affonda le proprie
radici nella “narrazione” storica prodotta dal movimento operaio e della
sinistra nel secolo scorso.
Il nostro è un paese che ha conosciuto un dibattito politico e
culturale con pochi riscontri in ambito provinciale e che ha contribuito in
modo determinante alla formazione di una comunità coesa e capace di guardare
sempre oltre il presente, sfidando il futuro con intelligenza, coraggio, immaginazione
e capacità d'innovazione.
È nei territori, nei Comuni, che si gioca una partita determinante
per il futuro; proprio a livello culturale è necessario mettere in campo
politiche che mettano al centro la ritessitura organica del locale, permettendo
alle persone di stare di più insieme creando una rete di relazioni trasversali
virtuose e solidali all'interno delle quali sperimentare forme pratiche di
rafforzamento culturale e democratico.
Riteniamo pertanto fondamentale investire in cultura, in iniziative
in grado di coinvolgere e di fare discutere, in eventi, in laboratori, in
progetti e in attività che affondino le radici nella migliore tradizione del
nostro Comune e che seguano un percorso definito, un disegno culturale preciso
che riteniamo prioritario costruire e promuovere insieme ai cittadini e agli
operatori del settore.
Cultura come fattore di sviluppo economico
Pensiamo alla promozione di iniziative e attività culturali come
ad un indispensabile fattore di sviluppo della coesione sociale, un antidoto
necessario alle tendenze di frammentazione sociale in atto, nonché come fattore
di sviluppo economico.
I successi in campo nazionale dei vari Festival della letteratura,
della fotografia e della filosofia sono testimonianze di un forte interesse e
di una crescente partecipazione a simili iniziative, in modo particolare dei
giovani. Vi è qui la traccia, il segno, di un bisogno di confronto e di sapere
che rifiuta gli standard di offerta culturale conformista, figlia del pensiero
unico, asservita ai poteri forti ed al pensiero unico dominante. È a queste
esperienze che noi guardiamo con interesse, immaginando la possibilità per
Cavriago - e la Val d’Enza - di farsi promotore di un’iniziativa in grado di
ritagliarsi un proprio ruolo specifico da protagonista, che sappia andare oltre
i confini comunali. Occorre una politica culturale basata anche sugli eventi,
non solo sui servizi.
Istituzioni culturali
Rispetto al Multiplo pensiamo che occorra dare una forte
continuità alle iniziative e alle attività svolte in questi primi tre anni di
vita. Crediamo che l’importante investimento compiuto ci ponga davanti ad una
sfida importante che ci obbliga a pensare, immaginare e mettere in campo nuove
proposte - anche gestionali - con caratteristiche tali da fare assumere a
questa struttura una dimensione sempre più sovracomunale. Nel corso del
2013 gli utenti attivi del Multiplo sono stati 5.367, di questi 2.971 non sono
residenti a Cavriago (circa il 55%). Da questo dato emerge la necessità di
valutare con altri Enti Locali (in particolare con gli altri Comuni della Val
d’Enza e la Provincia di Reggio Emilia) l’opportunità di gestire il Centro
culturale attraverso una forma sovracomunale pubblica. Tale valutazione
dovrebbe considerare anche il tema del reperimento di nuove risorse economiche
necessarie alla promozione e all’implementazione delle attività culturali, al
fine di mantenere l’attuale quantità di servizi offerti.
Il Multiplo è una
struttura ricca di potenzialità per la comunità cavriaghese, ma a causa della
limitatezza di fondi a sua disposizione, potrebbe avere in prospettiva alcune
difficoltà a mantenere ed a modellare la propria offerta culturale in
termini di varietà. È possibile agire su questa potenziale criticità rendendo
disponibile il Multiplo come sede di tirocinio universitario per le
Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e di Parma. Sarebbero
interessate direttamente da questa proposta le facoltà di Scienze della
Comunicazione, Lingue e Culture Europee, Scienze dell’Educazione e Scienze
della Formazione Primaria, Scienze della Cultura (Storia e
Filosofia), Servizio Sociale, Beni Culturali e dello Spettacolo, Lettere e
Giornalismo; ma anche molti altri corsi potrebbero essere coinvolti.
Questo progetto non è solamente
semplice e gratuito, ma arricchirebbe la proposta culturale della struttura
grazie alle conoscenze ed alle abilità degli studenti, direttamente spendibili
in iniziative singole, brevi progetti, proposte organizzative. Questo tipo di
interazione è positiva per tutti gli attori che vi prendono parte: gli
utenti potrebbero beneficiare di una proposta culturale più varia e
approfondita; il personale avrebbe la possibilità di confrontarsi con idee
diverse e magari innovative, riproponibili anche a tirocinio terminato; ed agli
studenti sarebbe offerta una possibilità di formazione unica, spendibile nei
molteplici campi di cui il Multiplo si occupa.
L’inserimento di
tirocinanti universitari all’interno del Multiplo andrebbe inoltre a
coinvolgere un target di età che la struttura fatica ad intercettare: quello
dei ragazzi dai 18 ai 25 anni. Il contributo di studenti universitari, in
questo contesto, non potrebbe che favorire la partecipazione
giovanile ridefinendo la proposta culturale del Multiplo in termini
inclusivi nei confronti dei giovani.
Rispetto al Cinema Teatro Novecento
pensiamo che occorra fare un ragionamento sull’attuale proposta culturale e
sulla relativa forma gestionale. Nei prossimi anni scadrà la convenzione con la
cooperativa che attualmente gestisce questa struttura pertanto, all’interno del
ragionamento specificato sopra (cultura come fattore di sviluppo economico,
nuovi eventi, ecc.), occorrerà fare una valutazione per capire se questo spazio
comunale possa rientrare all’interno di una politica organica che preveda una
nuova offerta culturale rispetto all’attuale.
Cultura del territorio
In questo tempo caratterizzato dalla
velocità del digitale, dall’iperconsumo di prodotti culturali preconfezionati e
da repentine rimozioni storiche e sociali, riteniamo di fondamentale importanza
attivare un progetto di cultura del territorio, la Settimana della cultura
cavriaghese: un insieme di attività e progetti da organizzare annualmente
in collaborazione con le scuole, le Associazioni e i singoli cittadini
interessati al fine di scoprire e ricordare i nostri usi, le nostre tradizioni,
il dialetto e la storia locale.
Recupero dell’antica ghiacciaia
L’antica ghiacciaia è una grande sala
seminterrata - dalla forma simile ad un uovo, con una bella cupola - che
serviva come frigorifero prima dell’invenzione della corrente elettrica e dei
successivi motori per la produzione del freddo e del ghiaccio (fine ‘800,
inizio ‘900) situata sul sagrato della chiesa di S. Terenziano. Un tempo
dovendo servire per la conservazione degli alimenti nei mesi caldi, da un
inverno all’altro, era necessario stivare strati di lastre di ghiaccio
intervallati a paglia, perché non diventasse un unico blocco; il tutto serviva
come una “batteria fredda” di questo enorme “uovo”. La costruzione di una cupola
è rara, a parte quelle delle due chiese non ce ne sono altre a Cavriago. Enorme
perché? Da un sopraluogo effettuato ecco le misure: il diametro è di metri 8,8
e l’altezza è di circa una decina di metri. È quindi grande come una casa di
tre piani. La temperatura è di undici gradi centigradi misurati a marzo, senza la presenza del
ghiaccio al suo interno. La chiamiamo “feudale”, perché così viene definita nel
settecento dai precedenti proprietari i Marchesi Calori di Formigine di Modena,
in alcuni manoscritti dell’archivio parrocchiale di S. Terenziano. L’esatta
data di edificazione ancora non è certa, ma dalle carte e dai manufatti
edilizi, la maglia muraria che alterna sasso sbozzato a mattoni, ci permette di
affermare che è una costruzione precedente alla rivoluzione industriale. La
localizzazione di prestigio, nella collinetta tra la canonica di S. Terenziano
e il parco di quella che fu la villa dei Marchesi, con in mezzo il canale
ducale voluto ai Borso d’Este di Ferrara, ne fanno un unicum, almeno per la Val
d’Enza.
Nel 2015 a Milano ci sarà l’expo
dedicato all’ agro-alimentare e le nostre rare ghiacciaie nate per la conservazione delle derrate
alimentari potrebbero ritornare preziose per esporre al fresco durante le
fiere, le sagre (ecc.) i nostri prodotti tipici locali: i lambruschi, il
parmigiano reggiano delle vacche rosse, i latticini, i salumi e il prosciutto.
Ci impegnamo pertanto a recuperare questo spazio in collaborazione con la
parrocchia, Associazioni e i singoli cittadini interessati a questo progetto
Settantennale della Liberazione dal nazifascismo
Nel prossimo anno - 2015 - ci sarà il
settantennale della Liberazione dal nazifascismo. A questo proposito riteniamo
importante attivare immediatamente (dopo l’estate 2014) un percorso che coinvolga
l’intera comunità (scuole Elementari e Medie, ANPI, Multiplo, Associazioni e
singoli cittadini interessati) finalizzato ad organizzare eventi ed iniziative
per ricordare e attualizzare questo importantissimo anniversario.
Paese Nostro
La rivista Paese Nostro da molti anni
si è caratterizzata come un mero bollettino dell’Amministrazione comunale.
Questo ruolo viene svolto in modo acritico senza nemmeno verificare se tutte le
promesse illustrate nelle sue pagine vengono poi realizzate.
È tempo che Paese Nostro torni
ad avere una propria redazione autonoma e indipendente che, oltre ad una
corretta informazione dell'attività dell'Amministrazione, sia capace di
ospitare le voci dei lettori. Crediamo inoltre che la redazione debba essere
composta, in particolare, da esponenti del mondo associativo e culturale del
paese, ma anche da studenti iscritti alle facoltà di Scienze della
Comunicazione, Lettere e Giornalismo (questi ultimi potrebbero così fare una
prima concreta esperienza in riferimento ad un’eventuale prospettiva
professionale nel campo dei media).
Solo in questo modo avrebbe senso
continuare ad investire i circa 30.000 euro annui, costo attuale, che forse si
potrebbero anche diminuire con una redazione su base volontaria.
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