In una società che cambia ci sembra che al governo locale venga
sempre più spesso contestata l’incapacità di trovare soluzioni a problemi nuovi
e vengono chieste assicurazioni sul benessere complessivo di un territorio,
sulla sua vivibilità, sulla sua capacità di fare sistema complessivamente. I
cittadini sembrano guardare all’amministrazione non più solo come ad un
produttore efficiente di servizi, ma si rivolgono ad essa con una domanda di
maggiore politicità sotto il profilo della mediazione sociale, della capacità
di governo complessivo, della rappresentanza istituzionale verso l’esterno.
In questo nuovo contesto le pubbliche amministrazioni diventano un
fattore fondamentale per lo sviluppo sociale ed economico del territorio. Senza
una pubblica amministrazione forte non c’è sviluppo.
La possibilità di uscire dalla crisi è anche legata alla capacità
del sistema pubblico di dimostrare il suo valore. I tentativi in corso da molti
anni di rappresentare il pubblico solamente come un sistema inefficiente e
corrotto hanno il solo scopo di ridurre il quadro delle regole e dei beni
pubblici a favore degli interessi più forti che in realtà hanno dimostrato (è
il caso del sistema finanziario) di non rispettare, in assenza di regole, l’interesse
generale delle comunità.
A fronte di questa strategia di riduzione dello spazio pubblico
occorre contrapporre le nostre proposte per un’amministrazione efficiente ed
efficace, capace di assumere il proprio ruolo fondamentale di motore dell’azione
comune e garante dell’interesse collettivo.
I mutamenti ed il nuovo ruolo che le pubbliche amministrazioni
sono chiamate pongono al centro il valore del lavoro pubblico. È necessario che
le persone che operano nei servizi pubblici siano competenti, motivate ed
abbiano consapevolezza della centralità del loro lavoro, anziché essere
criminalizzate e demotivate. Il lavoro rappresenta la risorsa fondamentale
per le organizzazioni che producono servizi pubblici. Da sempre le persone
sono al centro dei servizi pubblici e da sempre la qualità dei risultati
dipende in larga misura dalle qualità professionali dei lavoratori.
Oggi le amministrazioni pubbliche sono poste di fronte a tre
grandi sfide:
- la prima sfida è quella di rendere attrattive le amministrazioni
pubbliche per i talenti migliori. Se la qualità del personale rappresenta la
variabile fondamentale per determinare gli effetti delle politiche pubbliche,
allora le amministrazioni devono recuperare una capacità competitiva sul
mercato del lavoro per attirare i giovani migliori;
- la seconda sfida riguarda la capacità delle amministrazioni di
sviluppare un maggiore senso di appartenenza e motivazionale fra le persone che
operano nei servizi pubblici. È necessario avviare percorsi di ascolto e
coinvolgimento dei lavoratori, valorizzare le esperienze riconoscendo ai
migliori una differenziazione di condizioni ed una visibilità esterna dei
risultati ottenuti, investire sull’immagine dei funzionari e del lavoro
pubblico;
- la terza sfida è quella dell’adeguamento delle capacità e delle
competenze degli operatori. I lavori nelle amministrazioni pubbliche richiedono
spesso saperi e capacità professionali di alto profilo e per questo una gran
parte del personale è laureato o diplomato. Non è però sufficiente. Gli scenari
che le amministrazioni si trovano a dover affrontare richiedono di investire in
formazione del personale e in percorsi di apprendimento capaci di sviluppare
nuove competenze, capaci di andare oltre ai tradizionali saperi e conoscenze
per entrare anche nello sviluppo delle qualità personali e relazionali.
A fronte di queste
considerazioni di contesto generale e rispetto alla nostra complessiva proposta
programmatica qui illustrata, proponiamo un progetto organico di
riorganizzazione della macchina amministrativa - da realizzare coinvolgendo
in pieno le organizzazioni sindacali dei lavoratori del Comune - con gli
obiettivi di:
-
mantenere pubblici i servizi;
-
contrastare forme di precarietà lavorativa;
-
premiare davvero il merito;
-
valutare l’opportunità di modificare l’organigramma della
struttura organizzativa del Comune assegnando la direzione dei settori a nuove
figure interne;
- equipaggiare i lavoratori
di nuove competenze attraverso specifici percorsi formativi.
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